Disturbi psicotici

DISTURBI PSICOTICI

 

Esistono vari tipi di disturbi psicotici. Una prima categoria diagnostica sono i disturbi schizofrenici propriamente detti, nelle forme

  • schizofrenia paranoidea (allucinazioni e idee deliranti a carattere persecutorio)
  • schizofrenia disorganizzata (disorganizzazione dell’eloquio, degli affetti e dei comportamenti)
  • schizofrenia catatonica (blocco motorio, negativismo, stereotipie verbali e/o motorie)
  • schizofrenia residuale (sintomi negativi come, ad esempio, impoverimento motorio, affettivo e volizionale).

Il disturbo delirante è, invece, caratterizzato da manifestazioni d’alterazione ideativa di tipo delirante con vari temi di pensiero (grandiosità, gelosia, erotomania, persecutorietà, somatizzazioni) non accompagnate da altri sintomi dei disturbi schizofrenici

Il trattamento cognitivo ha lo scopo di permettere la comprensione del significato dei sintomi e il superamento degli stessi, per il raggiungimento di un’adeguata qualità della vita. L’intervento cognitivo è specifico sui sintomi positivi (es. allucinazioni, deliri) e consiste nel loro riconoscimento, padroneggiamento e distanziamento critico dai significati disturbati generati dagli stessi sintomi.

La capacità di essere consapevoli della propria attività mentale e di quella altrui (metacognizione) può essere variamente danneggiata nelle psicosi; questo vuol dire che i pazienti possono avere delle difficoltà nel fare tutta una serie di operazioni mentali, tra cui riconoscere i propri contenuti mentali, differenziarli per sapere se sono prodotti dalla realtà o dalla fantasia, integrarli in opportune teorie psicologiche o cogliere il pensiero di un’altra persona.
La terapia si articola in varie fasi. In un primo momento avviene la valutazione diagnostica e la presa in carico, durante la quale il paziente espone le proprie problematiche e il terapeuta può concordare e fornire spiegazioni sulle modalità d’intervento (contratto terapeutico).
Successivamente la cura, che viene sempre adattata alla sintomatologia e al vissuto del paziente, mira a:

  • facilitare una rielaborazione dell’esperienza psicotica;
  • favorire la definizione e quindi la spiegazione di un modello condiviso del disturbo, in modo tale che il paziente possa arrivare a dare un senso ai problemi e a comprendere il significato dei sintomi;
  • potenziare le abilità metacognitive
  • favorire l’acquisizione di strategie efficaci di fronteggiamento dei sintomi psicotici, la formulazione di ipotesi alternative alle convinzioni deliranti, la spiegazione e la comprensione del significato delle “voci”.